La chiesa Angelo Raffaele

Di antichissima fondazione (VII scolo secondo la tradizione) questa chiesa è stata costruita più volte.

<
;

L’edifico attuale fu iniziato nel 1618 da Francesco Contin, dedicato nel 1639 e consacrato, dopo ulteriori lavori di completamento, il 15 maggio 1740.

Ha pianta a croce greca e volta a crociera su quattro esili pilastri.

Il luminoso interno “ha il pregio dell’armonia delle parti e delle simmetriche proporzioni, per cui riesce grandioso alla vista e comodo all’uso” (Scoffo).

Organo – Dopo il crollo della facciata che trascinò con sè e distrusse l’organo seicentesco, fu commissionato a Gaetano Amigazzi il nuovo strumento, inaugurato nel 1749 (contratto del 1743). Nel 1821 i fratelli Antonio e Agostino Callido posero in opera l’attuale strumento amplificando la cassa con il ricavato della vendita dell’organo Amigazzi. Infine  nel 1862 i fratelli Bazzani furono artefici di una meticolosa opera di revisione, conservando in tutto l’originale struttura dello strumento.

Sul parapetto della cantoria, gruppo di dipinti deliziosi per la vivacità e morbida intonazione di colore. Eseguiti da GianAntonio Guardi (1699-1760) tra il 1750 e il 1752, rappresentano scene dal libro di Tobia con l’Angelo Raffaele come protagonista (per l’illuminazione attivare l’interrutore a tempo oppure chiedere al custode).

Da sinistra – dopo la grande tela della Cena i Cristo di Bonifazio da Verona (Bonifazio De Pilati 1491-1553) – si succedono i seguenti quadri:

1 –  Tobi: un anziano e pio israelita deportato in Assiria dopo la distruzione del regno di Israele nel 1721 a.C. affida il figlio Tobia ad un giovane che si offre come guida in un lungo viaggio.  A noi la raffigurazione lo rappresenta fin dall’inizio come l’Angelo Raffaele.

2 – Durante una sosta presso il fiume Tigri un grosso pesce assale Tobia: dopo  la cattura l’Angelo consiglia di conservarne fiele, cuore e fegato.

3 – Giunti ad Ecbàtana, l’Angelo introduce Tobia in casa di Raguele padre di Sara. Mentre si imbandisce il banchetto nuziale, questi indica alla moglie Edna il giovane ospite e sembra dire: “Quanto somiglia al mio parente Tobi”.

4 – Consigliati dall’Angelo, i due sposi passano la notte in preghiera nella camera nuziale mentre su un braciere cuore e fegato del pesce vengono bruciati. Sara viene liberata dal demonio che per sette volte aveva impedito le nozze.

5 – Tornato finalmente a casa, Tobia guarisce il padre dalla cecità toccandone gli occhi con il fiele del pesce.  Il vecchio Tobi è assistito dalla moglie Anna il cui abito rosso esprime la sua gioia per il ritorno del figlio e la guarigione del marito.

6 – L’accompagnatore di Tobia rifiuta la ricompensa e si fa finalmente ridonoscere: “Non a me, solo a Dio è dovuta la lode. Io sono Raffaele (dall’ebraico: Dio guarisce) uno dei sette angeli che sono al servizio di Dio e hanno accesso alla maestà del Signore”. Egli rivela di aver avuto l’incarico divino di proteggere la famiglia di Tobi come ricompensa per la sua carità e rettitudine. Allora il vecchio rende lode a Dio con la splendida preghiera con cui termina il racconto biblico: “Benedetto sia Dio che vive in eterno…”.

A destra dell’organo la Cena di Alvise Dal Friso (Alvise Benfatto 1554-1609).

Navata sinistra – Prima cappella. S. Antonio che predica dal noce, pala d’altare attribuita a Bonifazio De Pilati: sulla parete crocefisso settecentesco.

Seconda cappella: grandioso altare di S. Raffaele Arcangelo con colonne ed intarsi in marmo rosso africano. Al centro statua lignea dell’Angelo Raffaele con Tobia; ai lati S. Pietro e S. Paolo; nell’urna le reliquie di S. Niceta contitolare della chiesa. Adornano l’altare  candelabri in legno dorato datati 1792. Un segnale processionale custodisce la pergamena dell’indulgenza concessa nel 1740 da papa Benedetto XIV. Sulla parete destra  S. Elena ritrova la croce, dipinto eseguito nel 1568 dal veronesiano G. B. Zelotti (1526-1578).

Sopra la porta laterale Santa Marta e devote, rilievo marmoreo della seconda metà del ‘500.

Cappella absidale sinistra: altare di stile sansovinesco con 4 colonne in marmo greco e statua di S. Antonio Abate; il tabernacolo è in marmo stalattitico detto Goccia di Levante. Ai lati due insegne della Scuola del Santissimo Sacramento, pregevoli opere in legno dorato datate 1792 e 1865.

Prebiterio – Radicalmente restaurato nel 1772 a merito della nobile famiglia Foscarini, presenta un magnifico altare di marmo policromo sormontato da tabernacolo a tempietto con sei colonne in marmo verde antico. Ai lati, busti marmorei di S. Giovanni Battista e S. Giacomo (Gianmaria Morleiter).

Sulla parete sinistra Il Centurione dinanzi a Cristo (1587) di Alvise  Dal Friso; a destra Castigo dei serpenti (1588) di Antonio Vassillacchi detto l’Aliense (1555-1629). Nel coro, quattro eleganti bancali riccamente scolpiti e intgliati (sec XVII).

Sulla parete absidale l’Arcangelo Raffaele con Tobia di Michelangelo Morleiter (1729-1806) dipinto e collocato nel 1772; dello stesso autore è una Gloria di angeli e cherubini sul fondo dello stupendo baldacchino pensile settecentesco in legno intagliato e dorato.

Sul soffitto, il tondo e fresco L’Eterno Padre in una gloria di Angeli e opera giovanile di Nicolò Baldissini (1709-1783).

Cappella absidale destra dedicata S. Antonio da Padova: sulla mensa, arca lignea intagliata e dorata per l’adorazione eucristica.

Navata destra – Cappella dell’Assunta con pala d’altre attribuita ad Andrea Michieli Vicentino (1539-1617); sulla parete di sinistra S. Francesco riceve le stimmate di Palma il Giovane (Jacopo Negretti 1544-1628).

Nell’ultima cappella della navata destra: S. Alvise Vescovo e santi Sebastiano, Gerolamo e Giovanni Evangelista (1737) di Francesco Fontebasso (1709-1769).

Navata centrale: sulla volta a crociera, entro una cornice prospettica intagliata e dorata, S. Michele che caccia Lucifero, buon affresco di Francesco Fontebasso.

In basso, pulpito ligneo datato 1687, probabile replica di modello trecentesco, ornato di sculture: a sinistra la Visitazione, al centro Cristo e l’adultera, a destra la Disputa; agli angoli i santi Pietro, Paolo, Gregorio, Ambrogio, Agostino e Gerolamo.

Battistero (chiedere al custode) – Merita una visita attenta per gli affreschi del Fontebasso: “Guastati da ignoranti ritocchi” (Scoffo), ripropongono,dopo più attenti restauri, i colori chiari di questi discepolo del Ricci e del Tiepolo.

Alla resurrezione di Cristo alludono gli strumenti della passione recati in trionfo dagli angeli attorno alla luce radiosa dello Spirito Santo.

I tondi delle vele e i soggetti delle lunette narrano in monocromo la passione di Cristo: “Siamo stati sepolti con lui nella morte mediante il battesimo affinchè, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così pure noi possiamo camminare in una vita migliore” (Rm 6,4).

Il fonte battesimale è in marmo policromo sormontato da copertura in rame e bronzo. La pala d’altare di Lattanzio Querela (1768-10/7/1853) rappresenta la Vergine Addolorata.

All’esterno, al centro dell’imponente e luminosa facciata, gruppo marmoreo dell’Angelo Raffaele che tiene per mano il giovane Tobia accompagnato dall’mmancabile cagnolino, scultura lombardesca attribuita a Sebastiano Mariani da Lugano (inizio del ‘500). Sopra il timpano, statua del Redentore con due angeli oranti; sui capitelli S. Magno vescovo, con il modellino della chiesa da lui fondata e S. Neceta.

Oltre il ponte del Cristo si ammira un bel tabernacolo che custodisce un Crocefisso di antichissima fattura.

Dall’ampio campo dietro la chiesa si scorgono i due campanili con cupola sormontata da lanterna e croce; sull’alta parete absidale un rilievo marmoreo dell’Angelo Raffaele, appartiene alla precedente costruzione, ricorda in caratteri gotici la consacrazione del 1193 e la ricostruzione del 1618. Da notare, infine, due Vere da pozzo in pietra d’Istria, una con stemmi della famiglia Ariani (1349), l’altra con l’Angelo Raffaele e S. Niceta (sec. XVI).

 ORARI DI APERTURA:

da lunedì a sabato     10:00  –  12:00      15:00  –  17:30

domenica e festivi        9:00  –  12:00

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *